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Campagna

Info Point > Valle del Sele

Situata nel cuore dei monti Picentini, Campagna ha storia e tradizioni che si caratterizzano in un costante equilibrio fra gli elementi della natura: le sue acque da sempre sono fonte di gran ricchezza e prosperità, donando con la sua benefica umidità densità ai profumi ed ai colori, come attesta anche la splendida festa della "Chiena".

Dalla vetta più alta, il Polveracchio con i suoi 1780 metri, nascono tre piccoli fiumi: Atri, Tenza e Trigento che l´attraversano da Nord a Sud e si versano nel fiume Sele.
La sua origine, secondo gli storici locali, affonda le radici, con presenze di insediamenti umani, fin dal medio bronzo.
Le acque dei suoi fiumi nel tempo sono state il motore dell´economia locale, favorendo l´insediamento umano, fra le vallate pedemontane e lungo il corso dei fiumi dove si sono avvicendate diverse popolazioni: Opici, Oschi, Sanniti, Etruschi, Greci, Latini.

Fino alla colonizzazione romana, quando si parla di "Campania vetus", non erano presenti grossi centri abitati ma numerose comunità.
La storia di Campagna cambia con la penetrazione della religione cristiana, che si diffuse fra tutte le classi sociali; sorsero numerose chiese e cenobi intorno a templi e centri esistenti, sviluppando nuovi nuclei abitati: nascono i casali di Sant´Angelo di Palmentara, San Catello, Sant´Antonino, San Marco, San Giorgio, Sant´Avunna.

Dal 400 d. c., con le invasioni dei popoli barbari, vennero saccheggiati e distrutti quasi tutti i centri abitati posti lungo le sponde del fiume Sele e nelle zone collinari di Tuori, Saginara, Serradarce, gli abitanti si dirigono all´interno delle valli nascoste tra i monti dove esistevano dei piccoli nuclei di casali. Ma il definitivo abbandono dei casali posti nella pianura, avviene sotto la pressione delle incursioni saracene: tutti i centri vengono abbandonati e la popolazione, per quasi un millennio, non ritornerà in quei luoghi.

Le prime notizie documentate dell´esistenza di un centro storico "Campagna" si incontrano soltanto dopo l´anno mille; il nome "Campagna" compare in documenti pergamenacei nel 1056 dove si parla di "castellum Campaniae" e nel 1063 di "finibus Campanile".

Nel XII e XIII secolo, nei documenti locali, si recita "Civitatis Campaniae" per indicare il centro abitato dell´attuale Campagna; nel 1121, si fa esplicito riferimento alla chiesa di Santa Maria della Giudeca.
Le vicende storiche di questi secoli sono legate a quelle del principato di Salerno: feudo degli Orsini, dei Sanseverino, segue le sorti dei suoi feudatari. Scoperta la partecipazione del Sanseverino alla congiura contro Federico II di Svevia, il Casale di Sant´Angelo a Palmentara fu completamente distrutto.
Dopo l´ennesimo eccidio, tutte le abitazioni delle zone pedemontane vengono abbandonate definitivamente; incomincia a crescere un centro urbano che nel corso dei secoli XIV, XV, XVI si arricchirà di numerose infrastrutture di carattere religioso, politico, economico.
Nel 1532, il Feudo di Campagna, per la defezione di Ferdinando Orsini, duca di Gravina, passò ai Grimaldi di Monaco, ricchi mercanti genovesi.

Il clero indisciplinato, i funzionari vessatori, il fiscalismo esoso alimentarono il brigantaggio, tanto che Mons. Caramuel decise di stabilire la sua dimora a Sant´Angelo e non a Campagna, essendo questa poco sicura proprio per la numerosa dei briganti, numerosi e addirittura protetti da alcuni "potenti".
Durante l´interregno austriaco niente cambiò, i privilegi feudali si consolidarono ancora di più e le autorità austriache estesero ulteriormente il grado di successione feudale.

Nel 1799 l´onda della rivoluzione di Napoli si propaga anche a Campagna.

Con il periodo francese, le leggi eversive della feudalità del 1806 favorirono la soppressione di conventi e monasteri, portando notevoli cambiamenti nella vita cittadina.
La disponibilità di beni immobili, come i soppressi conventi e monasteri, fecero si che Campagna divenisse centro di sedi amministrative e militari.
Proprio in virtù della sua posizione e disponibilità di edifici nel 1939, gli ex Conventi dei Domenicani e dei Frati Osservanti furono designati per ospitare un campo di concentramento.

Lo stato della Diocesi subisce negli ultimi due secoli, ´800 e ´900, profonde trasformazioni; nel 1818 venne unita in amministrazione perpetua all´Archidiocesi di Conza.
Nel 1922 diviene nuovamente autonoma con l´aggiunta dei comuni dell´alta Valle del Sele.
Dal 1973 la Diocesi di Campagna è stata unita all´Archidiocesi di Salerno.


Le confraternite:

* La confraternita di S. Maria della Neve, nata nel 1296, officia nella chiesa del SS. Salvatore. I suoi santi protettori sono S. Giuseppe e S. Antonino abate, quest´ultimo è patrono della diocesi e della città. Una colonna taumaturgica è presente nella cappella di S. Antonino, vicino ad essa si compiono tuttora esorcismi e preghiere di liberazione. Le statue della Madonna e di S. Francesco di Paola il lunedì in albis, a cura del sodalizio, sono portate processionalmente dalla città nella lontana chiesa abbaziale di S. Maria la Nova.
* La confraternita di S. Maria del Soccorso nella chiesa della SS. Annunziata degli agostiniani è testimoniata dal 1393. Attualmente consacra le liturgie nella chiesa di S. Spirito (sec. XVIII); a fianco, nell´ex Seminario Diocesano, ha la propria sede temporanea con il museo di arredi e la cura del cimitero delle monache benedettine recentemente scoperto.
* La confraternita di S. Maria del Carmelo possiede una delle due chiese sottostanti alla cattedrale. Porta avanti le liturgie della commemorazione dei morti, preserva l´antico cimitero cittadino costituito da sedili a schiera, conserva nel museo arredi e paramenti sacri. Suggestivo l´oratorio, con un coro ligneo e organo strutturato nella chiesa monumentale, dove si conservano dipinti, statue ed affreschi dal XV al XIX secolo.
* La confraternita di S. Maria del Rosario, fondata dopo la Battaglia di Lepanto del 1571, possiede una cappella nell´ala destra della chiesa di S. Bartolomeo. L´attiguo oratorio, oltre all´altare con la statua della Madonna, conserva il coro ligneo e l´organo; la volta e le mura perimetrali sono interamente affrescate da santi tutelari e da scene del Rosario del XVII secolo.
* La confraternita SS. Nome di Dio e Crocifisso fondata nel 1593 da nobili della città. Nel transetto di sinistra della chiesa di S. Bartolomeo, è la cappella del sodalizio in cui venera il culto di un miracoloso crocifisso, vestito e velato, del XIV secolo; l´immagine è conservata in un suggestivo altare ligneo monumentale, interamente dorato. L´oratorio attiguo è circondato da stalli lignei riccamente intagliati, le pareti sono impreziosite da dipinti su tela e su legno, il soffitto intelaiato presenta uno sbiadito dipinto del XVIII secolo. Sono visibili nel cimitero i resti mummificati di prelati, tra questi il vescovo di Campagna mons. Giuseppe Maria Avila morto nella peste del 1656.


Risorse Ambientali-Aree attrezzate

Oasi WWF del Monte Polveracchio

Splendido parco naturale, si compone di una di una enorme faggeta popolata da animali e volatili mediterranei e due aree faunistiche per gli anfibi. Estende i suoi confini in un territorio incantevole.

* Gestione: in convenzione tra WWF e comune.
* Attrezzature: centro visite, aree attrezzate per la sosta, percorsi-natura.


Oasi WWF di Persano

Questa oasi rappresenta una meta importante per gli escursionisti: estende i suoi confini in un territorio incantevole con pianura palustre, macchia mediterranea, canneti e boschi. L´oasi è popolata da numerosi volatili e dalla lontra di fiume, animale divenuto raro in Europa.

* Gestione: I 110 ettari dell´Oasi sono gestiti direttamente dal WWF .
* Attrezzature: percorsi-natura, centro visite, capanni di osservazione.


Eventi, tradizioni, folklore

Il fuoco è elemento permanente nelle tradizioni popolari e folkloristiche come la festa dei "Fucanoli" dedicata a S. Antonio Abate patrono di Campagna come elemento esoterico a cavallo fra il sacro e il profano, spettacolo intenso che addensa l´atmosfera che si respira in questo comune fra antiche mura e gente proiettata nel futuro.

* PRESEPE VIVENTE; Quadrivio 24 - 25 Dicembre
* PASSIONE VIVENTE; S.M. La Nova
* I FUCANOLI; Centro Storico 17 Gennaio: in occasione della festa di S. Antonio Abate, itinerario folclorico-gastronomico nei rioni del centro storico, processione con l´accensione dei falò.
Antico rituale pagano-religioso in un ambiente suggestivo quasi surreale.
* PORTONI GHIOTTONI; Mostra - percorso gastronomico; centro storico: luglio/agosto
Stand gastronomici di prodotti tipici locali (matass´e e fasul´e, gliummarielli, pizzelle con sciurilli, cimbuttella, minestre di verdure, parmigiana, prodotti caseari, insaccati, dolci etc.) allestiti nei portoni di maggiore pregio, allestiti e curati scenograficamente da artisti.
L´intero percorso gastronomico, oltre la degustazione dei prodotti preparati, agevolerà la visita dei turisti all´interno del centro storico.
* MADONNA DI AVIGLIANO; Avigliano: 15 Agosto
* SAGRA DEL CASTRATO AL RAGU´ (tipico piatto degli anni ´50); prima quindicina di Agosto
* SS. NOME DI DIO; Centro Storico: 14 settembre
* A "CHIENA"; fine Luglio inizio Agosto: deviazione del Fiume Tenza, che allaga le strade della città di Campagna. Per combattere la calura estiva e cimentarsi in una pacifica guerra a colpi di secchi d´acqua.
* S. MICHELE ARCANGELO; Eremo di Monte Nero: 8 maggio e 29 settembre; caratteristica processione in un luogo molto suggestivo, un eremo praticamente aggrappato ad una rupe di altezza vertiginosa; tradizione vuole che in questi giorni, l´aspetto devozionale per S. Michele Arcangelo, sia poi seguito da piacevolissimi conviviali tra i boschi nelle vicinanze della Chiesa.


Da Vedere:

CHIESA DI SAN GIOVANNI
La chiesa di S.Giovanni Battista posta su c/so Umberto I°, nella via principale del centro storico, fu edificata prima del XVII sec.
E´ costituita da una facciata composta da quattro paraste di forma dorica e di concezione manierista, il secondo livello evidenzia stucchi barocchi del XVIII secolo.
Entro le nicchie si conservano le statue di S.Giovanni Battista (sec. XVII), S.Emidio (sec. XVII) e S.Sofia (sec.XV).

CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA
E´ uno degli edifici di culto più importanti nel centro antico della città di Campagna.
Il fabbricato, legato alla struttura del Comune, è l´unico tra quelli attivi prima del terremoto del 1980 a non essere utilizzato in quanto è ancora in ricostruzione.
La chiesa, come il convento, venne ricostruita nel XVI secolo. Si presenta a tre navate, con quella centrale absidata.
Le statue, i quadri, le reliquie che ancora si conservano, oltre al loro valore devozionale, costituiscono ancor oggi un patrimonio inestimabile: tra i quali la pala di S. Maria della Cintura con S. Agostino e S. Monica, opera dei Curìa, l´Ecce Homo, la tela di S. Gaetano, il Crocifisso, S. Nicola, S. Biagio, le reliquie di S. Serafino e di S. Vito martire.

IL CONVENTO
Dall´antica struttura domestica, venne trasformato intorno al 1580, ampliandosi nell´attuale configurazione, con evidente stampo rinascimentale del chiostro.
L´epicentro del chiostro é occupato da una coeva monumentale fontana ottagonale.

CONVENTO DI S.SPIRITO (Attuale sede della parrocchia della SS. Trinità)
Il convento di S. Spirito fu voluto da Melchiorre Guerriero che nel 1525 destinò duemila ducati all´opera.
Continue riparazioni si susseguirono nel corso del tempo.
L´intero complesso riveste un discreto interesse architettonico, mentre accentuato è il suo fascino ambientale.
La piccola ed erta salita, che si conclude con il portale in pietra architravato e sormontato da più tarde decorazioni, conserva intatta la sua aria appartata; l´insieme conventuale, con le sue alte mura, domina incontrastato il tessuto circostante.
La facciata rusticamente intonacata incombe, molto alta, sulla stretta stradina antistante.
Una parte del chiostro del complesso conventuale ospita attualmente la Biblioteca Diocesana.

CHIESA DI S. MARIA DEL CARMELO
Attraversando il "Ponte dei Preti", sul fiume Tenza, si accede alla Galleria del Soccorpo della Basilica Cattedrale, realizzata durante la feudalità dei Principi di Monaco.
I fianchi dell´invaso sono affrescati con le figure dei Santi tutelari della Città di Campagna, sui quali si aprono, frontalmente, gli ingressi della Collegiata di S. Maria della Pace sulla sinistra, e della Chiesa di S. Maria del Carmelo o de Monte dei Morti sulla destra.
Posta sotto la tutela della Madonna del Carmelo la cui statua, ammantata da preziosi ricami in oro (XVIII sec.), è situata dirimpetto all´ingresso, in una nicchia composta da stucchi del tardo barocco con due volute, inframmezzate da cherubini; l´altare in marmo bruno (XVIII sec.), è proveniente dal soppresso Convento dei Cappuccini ed ivi trasferito agli inizi del XX secolo.
Ai fianchi dell´altare maggiore sono stati sistemati (XIX sec.) altri due altari in fabbrica, panciuti e stuccati, su cui sono collocate due teche: a destra con la statua di S. Bernardino da Siena (XVI sec.), patrono minore della città -a seguito della sua visita avvenuta nel 1440-, a sinistra con quella di S. Rocco (XVII sec.), compatrono –dopo la peste del 1656-.
L´Archivio conserva manoscritti e libri a stampa di messali (XVIII sec.).

LA BASILICA CATTEDRALE
Nel giugno del 1564 si pose la prima pietra della monumentale chiesa che avrebbe acquisito il nome di S. Maria della Pace , completata più di un secolo dopo.
Veduta della Cattedrale di CampgnaNelle murature furono impiegati i materiali di antichi edifici romani e la chiesa fu sopraelevata rispetto alla sponda destra del fiume Tenza.
La chiesa fu consacrata solennemente nel 1683 e le rifiniture e le decorazioni richiesero un tempo ancora più lungo di quello dedicato all´edificazione, prima di essere completati, protraendosi addirittura fino al secolo scorso.
Tra le opere più importanti che si conservano in cattedrale ricordiamo il maestoso organo e il pulpito in marmi policromi del XVIII sec., la statua di S. M. della Pace in pietra del XV sec., una Madonna con Bambino in legno del XIV sec. ed un crocifisso ligneo del XVIII sec., di recente restaurato.
All´esterno spicca la facciata in stile tardo rinascimentale; il campanile con i suoi sette piani fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1694 e fu quindi in parte ricostruito nella parte più alta terminante con una guglia a "bulbo" di chiaro gusto barocco.
Nella cappella della B. V. del Carmelo si conservano l´altare settecentesco in marmo policromo del complesso di S. Martino ed un coro ligneo di pregevole fattura.

CHIESA DEL SS. SALVATORE E S. ANTONINO
Dell´antico impianto della chiesa non rimangono tracce, dato che è stata più volte ricostruita nel corso dei secoli e, addirittura, per volere del duca Pironti fu ribaltata nel XVI sec. la posizione della facciata principale, così da dare maggiore importanza alla piazza antistante, sulla quale si affacciava il palazzo nobiliare.
Di origini antiche, si parla della chiesa in alcuni documenti del 1168, dal XIII sec ospitò la colonna taumaturgica di S. Antonino che, secondo la tradizione sarebbe stata ceduta dai benedettini di S. Maria la Nova nel 1258.
In seguito a questo evento il nome del santo si sarebbe aggiunto a quello di S. Salvatore.
La zona absidale e le due cappelle absidali sono di epoca recente e risalgono all´inizio del 900.
In seguito al sisma del 1980 la chiesa è stata sottoposta ad ulteriori interventi di restauro.
E´ stata riaperta al culto il 19 dicembre 1999.

CONVENTO DI S. BARTOLOMEO
In posizione orograficamente emergente, alle pendici dei Castello Gerione, è ubicato l´imponente Convento dei frati domenicani di San Bartolomeo.
La struttura, edificata tra il XII e il XIII sec, ha conservato i caratteri distintivi dell´epoca in cui fu eretta.
Nel 1573 il convento visse un momento importante e culturalmente rilevante: vi soggiornò, infatti, l´eretico monaco Giordano Bruno.
Durante la seconda guerra mondiale l´edificio fu teatro di uno storico evento: fu tra i primi grandi campi di concentramento per internati civili di guerra, ospitando amorevolmente, dal 1940 al 1943, un grande numero di Ebrei perseguitati dalle leggi razziali.
Adiacente al convento vi è la Chiesa di San Bartolomeo.
L´interno è ricco di pregiate opere d´arte: il reliquario cinquecentesco comprendente un pezzo della Spina Santa e del legno della Croce di Cristo e, ancora, una scheggia della pietra dei Sepolcro;
l´ostensorio con tronetto, opera di argentieri napoletani dei Settecento;
la pavimentazione in tipica ceramica vietrese, risalente alla metà dell´Ottocento; il soffitto ligneo dorato a cassettoni, intarsiato e intagliato, anch´esso settecentesco; il pregiato altare ligneo dei Seicento, in oro zecchino, di pregevole fattura.
Particolarmente rilevante per la tradizione popolare il taumaturgico Crocifisso ligneo del Trecento, vestito e velato, che esce in processione ogni sette anni in occasione di eventi straordinari (guerre, Giubilei),
o particolari calamità (abbondanti piogge, prolungate siccità, terremoti, carestie, pestilenze).
Il triste periodo della peste del 1656 vide protagonista monsignor Giuseppe Maria Avila, vescovo di Campagna dal 1649 al 1656.
Avila si trovò a dover fronteggiare una situazione terribile per più versi e, dopo aver dato conforto a tanti appestati, morì anch´egli "ex contagiosa lue".
L´eminente presule domenicano, fu trasportato a mano sopra una poltrona dall´Episcopio a San Bartolomeo, come in processione, accompagnato da pochi preti e monaci.
Fu deposto sotto l´oratorio della Confraternita dei Santissimo Nome di Dio, dove tuttora riposa e il suo corpo mummificato continua a sfidare i secoli.
Stranamente i resti si conservano benissimo: i paramenti sacri, appena scoloriti, confezionati con materiale dell´epoca sono ancora ben visibili.
La discesa nelle "catacombe" di Campagna, tra fede, magia, credenze popolari e mistificazioni, è particolarmente affascinante.

SANTUARIO DI S. MARIA DI AVIGLIANO
Giovanni d´Apia, primo signore di Campagna in età angioina, pare fosse sepolto in una chiesetta dedicata alla Madonna di Avigliano, la cui edificazione viene fatta risalire al 1240 quando, secondo una leggenda, vi fu ritrovato il simulacro di una Madonna proveniente da una chiesa della terra di Avigliano in Lucania.
Tale tradizione non trova però conferma documentale.
Fu evidentemente creata per conferire maggiore prestigio alla chiesetta, posta a circa cinquecento metri di altezza fra i monti, a cinque chilometri dai casali di Campagna, ma in una buona posizione per permettere l´afflusso di pellegrini dalle zone interne circostanti.
La figlia del conte Giovanni, Isabella del Balzo d´Apia, domandò al pontefice che le fosse concesso di costruire, sul luogo della primitiva fabbrica, una chiesa ed un convento da offrirsi ai padri francescani e quindi la sostituzione dell´esistente.
L´edificio, secondo la tradizione, pare abbia ospitato (fra il 1440 ed il 1443) S. Bernardino da Siena.
Alcuni affreschi recano la data del 1575.
I secoli successivi videro vari cambiamenti del complesso, composto dalla chiesa e dal convento; l´interno reca tracce evidenti della storia plurisecolare dell´edificio e delle numerose trasformazioni cui fu soggetto.
Le colonne e le volte sono le parti superstiti (insieme all´acquasantiera formata da una colonna medievale) del primitivo, trecentesco edificio, sulla cui posizione o dimensione è impossibile avanzare alcuna ipotesi.

Siti di interesse archeologico
* Castello Gerione. Si hanno notizie risalenti all´anno 1000
* Eremi. S. Elmo, S. Giacomo, S. Michele Arcangelo
* Evidenze: scavi di Tuori, Varano, Serradarce, Paglietta, Sagginara, Piantito (epoca etrusco-romana).



Per questo testo si ringrazia la COMUNITA' MONTANA dell'ALTE e MEDIO SELE

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