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Rocca Cilento

Info Point > Cilento

Rocca Cilento è menzionata per la prima volta in un documento del 1110 in cui si riporta la decisione di Guglielmo I Sanseverino di spostare la sede della "Baronia di Cilento" dal centro fortificato (il mitico, e forse mai esistito, Cilenti, o Castellum Cilenti, riedificazione di Petilia, l'antica capitale dei Lucani) posto sulla cima del Monte della Stella alla collina di Rocca.
Precedenti notizie del villaggio appaiono però in documenti (citati da Ebner) risalenti al 963 ed al 994.
In ogni caso Rocca Cilento, prima dell'attribuzione ai Sanseverino era già sede di un Actus e di contea longobardi.
Per la sua posizione geografica, all’incrocio della “via di Laureana” con la "via di S. Arcangelo", divenne ben presto il centro più importante tra i villaggi vicini.

Rocca era anche la sede dell’importante ufficio diocesano dell’Arcipresbiterato.
I Sanseverino vi risiedevano esercitandovi la giustizia e compiendo importanti atti amministrativi.
Appunto come sede amministrativo - militare della Baronia, Rocca seguí poi strettamente le vicende di questo feudo, che i Sanseverino del ramo di Marsico persero e recuperarono più volte, ma che sostanzialmente controllarono per oltre quattro secoli e mezzo, fino alla metà del XVI secolo (1552).
Da allora Rocca seguirà le vicende degli altri paesi cilentani passando di mano a diverse famiglie di feudatari, cocludendosi la serie con le famiglie Garofalo e Granito di Belmonte.
E' interessante riportare quanto scrive Piero Cantalupo:
"Il 16 aprile del 1672 in Cilento, cioè a Rocca, si costituì un’associazione unica nel suo genere, quella dei Preti del Cilento, il cui solo scopo era quello di fornire al momento del decesso un adeguato servizio funebre ai consoci. Il particolare valore dell’atto è dato dalla testimonianza del radicato sentimento degli abitanti dei vari centri cilentani, una volta inclusi nella Baronia, di appartenere ancora ad un comune ed unitario organismo politico, che, inteso come patrimonio civile della stessa stirpe, qualificava ciò che, insomma, potrebbe latinamente definirsi nazione."
Rocca fu aggregata al comune di Lustra nel 1861.

Il castello di Rocca ha una straordinaria ricchezza storica ed architettonica traduzione in pietra e stratificazione di circa mille anni di storia.
Documenti più antichi, infatti, parlano del Castellum Cilenti, costruito dai longobardi a presidio dell'actus, sin dal 963.
Il sito naturale si trova su un percorso di crinale che proviene dalla vetta del Monte Stella nel luogo in cui si dirama a sud per la valle dell'Alento e a nord verso la valle del Testene. Dove il crinale si divarica uno slargo contiene un'altura, che viene probabilmente fortificato fin da epoca longobarda.
Nell’ultimo quarto del secolo XI si verificò il fenomeno che va sotto il nome di incastellamento e che rappresentò in modo efficace un sistema di riorganizzazione del territorio che può essere individuato nella Spagna cristiana, come nell’area renana o nel Settentrione italiano, è anche rintracciabile nell’Italia Meridionale particolarmente nel periodo di passaggio dal potere longobardo a quello normanno, ricevendo anzi un impulso nel momento del sorgere della nuova statualità.
Sul profilo storico del castello di Rocca Cilento ci informa Giuseppe Anzani, il quale afferma: Il castello di Rocca Cilento risale probabilmente alla fine del secolo IX, quando il gastaldato longobardo della Lucania cominciò a suddividersi in contee e signorie, date in vassallaggio a membri della dinastia salernitana.
Le prime notizie scritte sul castello risalgono ad atti cavensi di confinazione redatti intorno all'anno mille.
Il castello entra in possesso della famiglia Sanseverino alla fine dell'XI secolo e resterà di loro proprietà, pur se fra alterne vicende fino al 1552.
Anzani afferma che le fortificazioni attuali risalgono al periodo angioino, anche se i cambiamenti strutturali più significativi soprattutto nella parte settentrionale sono del periodo aragonese e coincidenti con la diffusione della polvere da sparo.
Dopo il 1552 il castello passa per molte mani che vi lasciano tracce trasformandolo a seconda delle esigenze del momento (abbassamento delle torri, apertura delle finestre, stucchi negli interni, etc.).
Il castello fu usato a scopi difensivi durante i moti giacobini del 1799.

Per questo testo si ringrazia il Comune di Lustra

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